Google progetta il chip «intelligente» per l’internet delle cose

Google progetta il chip «intelligente» per l’internet delle cose

Su una moneta da cinque centesimi di euro ce ne stanno quattro. È il chip che Google ha progettato e fa realizzare per l'intelligenza artificiale sulle periferiche: telecamere, sensori, automobili, i mille e mille oggetti che compongono la internet delle cose smart.
Dice al Sole 24 Ore Injong Rhee, vicepresidente con delega per la Internet of Things della divisione Google Cloud: «Siamo gli unici al mondo ad offrire una soluzione completa, hardware e software, cloud e locale, che permetta di assorbire dati dall'edge filtrandoli con il nostro motore di apprendimento automatico». Le applicazioni sono quasi infinite: telecamere che riprendono li traffico e riescono a fare analisi e riconoscimento di modelli, targhe, comportamenti, inviando dati già “cucinati” ai server. Un risparmio enorme che abilita soluzioni low cost per le PMI, ad esempio: un mix tra cloud e apparecchi molto più economici di quelli che si trovano sul mercato fino ad ora e che non richiedono una ulteriore attività di elaborazione delle informazioni sul server. Eliminando anche il bisogno di trasmettere informazioni non filtrate e potenzialmente problematiche ai fini della GDPR.

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